Google shopping: 7 consigli per ottenere il massimo rendimento dalle tue campagne

Se ti occupi di marketing sui motori di ricerca (SEM), ti sarà sicuramente capitato di essere frustrato dalla mancanza di controllo che si riesce ad avere su una campagna su Google Shopping. In questo articolo, ti darò 7 consigli per aumentare la qualità e le performance delle tue campagne.

#1 Crea campagne multiple

Il primo consiglio che ti do è di non creare una sola campagna Google Shopping, ma tre con priorità diverse. Non preoccuparti, gli annunci non saranno in concorrenza tra di loro, grazie ad una priorità differente per ogni campagna.

Ecco come ti consiglio di impostare le campagne:

  • Campagna a priorità alta: attiverà gli annunci “classici” Google Shopping. Le uniche parole chiave per cui questa campagna non si attiverà sono quelle a corrispondenza inversa (ti consiglio di inserire tutte le parole chiave più importanti e più specifiche) | CPC da inserire: basso
  • Campagna a media priorità: dal momento che la campagna ad alta priorità “bloccherà” questa, le uniche parole chiave che attiveranno gli annunci saranno proprio quelle inserite come a corrispondenza inversa nella campagna ad alta priorità. In questa campagna puoi inserire come parole chiavi a corrispondenza inversa le chiavi di ricerca ancora più specifiche. | CPC da inserire: medio
  • Campagna a bassa priorità: anche in questo caso, dal momento che le campagne ad alta e media priorità “bloccano” questa campagna, appariranno solo le parole chiave a corrispondenza inversa contenute sia per la campagna ad alta priorità che in quella a media priorità. | CPC da inserire: alto

Grazie a questo sistema di differenziazione della priorità è possibile differenziare le campagne in base a quanto le parole cercate dall’utente sono “vicine alla conversione” ed impostare il CPC di conseguenza.

Facciamo un esempio pratico

Un ipotetico e-commerce ha, tra i vari articoli, una borsa del famoso brand CASUAL a tracolla, nera, in pelle e caratterizzata dal codice modello “AI2016”.

Nella campagna a priorità alta (caratterizzata da un CPC basso) dovrai inserire, come parole chiavi a corrispondenza inversa CASUAL tracolla, CASUAL pelle, borsa CASUAL pelle, borsa CASUAL tracolla, borsa CASUAL modello AI2016, borsa CASUAL AI2016. Quindi questa campagna si attiverà per tutte le chiavi di ricerca affini, tranne per quelle indicate in precedenza.

Nella campagna a priorità media (caratterizzata da un CPC medio) dovrai inserire le seguenti parole chiave a corrispondenza inversa: borsa CASUAL tracolla, borsa CASUAL modello AI2016, borsa CASUAL AI2016, quindi tale campagna si attiverà solo per le parole chiave: CASUAL tracolla, CASUAL pelle, borsa CASUAL pelle.

La campagna a priorità bassa, quindi si attiverà per le parole chiave: borsa CASUAL tracolla, borsa CASUAL modello AI2016, borsa CASUAL AI2016 , quindi quelle più vicine alla conversione, ecco perché necessità di un CPC alto.

#2 Crea diversi gruppi di Campagne Google Shopping

Quando i gruppi di prodotti sono ampi e piuttosto complessi, però, tre campagne potrebbero non essere abbastanza per una gestione funzionale ed orientata alle conversioni.

Poniamo che tu venda Camicie e Scarpe, due prodotti completamente diversi, che sarebbe bello poter gestire in maniera indipendente.

In casi come questi ti consiglio di:

  1. aggiungere una etichetta personalizzata al feed dati dei prodotti in maniera tale da poter segmentare i prodotti e suddividerli tra Camicie e Scarpe.
  2. nella fase ci creazione delle campagne, specifica che desideri creare il gruppo di annunci in base al tipo di prodotto
  3. google-shopping-1Aggiungi “Camicie” ad una campagna ed escludi tutto il resto. Aggiungi “Scarpe” all’altra campagna ed escludi il resto.

In questo modo, puoi costruire due gruppi di campagne utilizzando il sistema a tre campagne. E ‘ovvio che questo metodo è “dispendioso”, quindi ti consiglio di utilizzarlo solo quando ci sono due gruppi di prodotti che richiedono una propria gestione delle parole chiave e dei relativi CPC.

#3 Aggiungi e modifica i titoli dei prodotti inserendo parole chiave mirate

Questa è la tecnica più importante, poiché gli annunci Google Shopping si attivano per una determinata parola chiave.

I suggerimenti 1 e 2 erano incentrati sul “taglio” delle keyword più generiche per poter guadagnare di più da quelle più “vicine alla conversione”.

Accade spesso che i titoli degli articoli siano scarsamente ottimizzati per Google Shopping. Ad esempio, un sito che vende solo Pezzi di ricambio per auto, probabilmente non inserirà la frase “Pezzo di ricambio” per ogni articolo. Google, invece, ha bisogno di queste informazioni per sapere cosa stai vendendo, quindi fai in modo di ottimizzare il feed fornendogli queste importanti informazioni.

Ricorda: nel titolo del prodotto, è meglio abusare delle parole chiave che sottoutilizzarle.

#4 Modifica opportunamente i titoli dei prodotti

So che dopo il punto #3 starai pensando “ok, da oggi in poi inserirò una marea di parole chiave nel titolo”, ma sfortunatamente Google tronca i titoli dei prodotti a circa 50 caratteri (su desktop), quindi lo spazio a disposizione è limitato.

Questi sono i principi che seguo per scegliere un buon titolo:

  • rassicurare l’utente di aver trovato ciò che stava cercando. L’immagine gioca un ruolo senza dubbio importante, ma anche il titolo del prodotto ha bisogno di trasmettere all’utente che: “è proprio questo quello che stavi cercando!”;
  • persuadere l’utente di aver trovato un prodotto che si differenzia dalla concorrenza. Se il titolo del prodotto è troppo corto, potresti aggiungere, ad esempio, un breve testo promozionale;
  • aggiungere parole chiave mirate, considerando sempre il limite dei 50 caratteri. A tal proposito chiediti sempre: “se il titolo venisse troncato, gli utenti riuscirebbero comunque a cercare questo prodotto tramite le parole chiavi più rilevanti?”.

#5 Occhio ai prezzi!

Il prezzo è assolutamente fondamentale per i prodotti che possono essere direttamente confrontati con altri negozi online (ovvero quelli caratterizzati da codici UPC, il comune codice a barre, o GTIN, Global Trade Item Number), mentre è meno importante per i prodotti che non possono essere confrontati in maniera diretta.

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Uno degli errori più comuni che noto su Google Shopping è che l’e-commerce effettua saldi a livello sito, ma non su Shopping. Anzitutto questo atteggiamento viola le regole di Google AdWords (il prezzo del prodotto su Shopping deve essere identico a quello sul sito), inoltre vi fa perdere il cliente.

So bene che applicare uno sconto consistente è “doloroso”, ma ricorda anche Google Shopping può essere un importante canale di vendita per i tuoi prodotti.

#6 Utilizza le etichette personalizzate per creare gruppi di annunci e gruppi di prodotti

L’idea di base è quella di creare gruppi di prodotti e gruppi di annunci che ti aiutino a monitorare il prodotto e la performance delle parole chiave.

Di seguito, alcune delle ragioni per le quali creare un gruppo di annunci:

  1. per essere in grado di gestire le parole chiave a corrispondenza inversa separatamente dal resto della campagna;
  2. per essere in grado di visualizzare le query di ricerca separatamente. Purtroppo, non possiamo ancora farlo a livello di singolo articolo, quindi dobbiamo costruire gruppi di annunci che raggruppino gli articoli in modo logico e successivamente rivedere i termini di ricerca;
  3. per effettuare una separazione logica per il calcolo del ROI. Invece di calcolare ROI o ROAS per ogni prodotto, i gruppi di annunci ci forniscono un raggruppamento logico che rende più agevole l’analisi;
  4. per gestire le offerte separatamente. Anche se ciò può essere tecnicamente fatto all’interno di un gruppo di annunci, non lo consiglio poiché spesso, per una logica di conservazione, si mantiene una gestione originale delle offerte.

#7 Utilizza una landing page semplice e veloce (ed ottimizzata mobile)

La pagina di atterraggio (landing page) deve essere semplice, chiara, veloce nel caricamento ed ottimizzata per i dispositivi mobili.

Inoltre considera che solo il 34% di click su un annuncio commerciale portano all’acquisto del relativo articolo. Ciò vuol dire che 2 volte su 3 i clienti acquistano qualcosa di diverso dal prodotto che li aveva attirati sul sito.

Quindi nella pagina di atterraggio, ti consiglio di dare visibilità al prodotto su cui l’utente ha cliccato, ma consentirgli anche di visualizzare (ed acquistare) altri prodotti simili.

Se il tuo obiettivo è quello di aumentare le performance delle tue campagne, non perderti l’articolo con i 7 consigli su come utilizzare la psicologia per realizzare campagne di web marketing di successo!